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La Vena del Gesso romagnola costituisce una delle formazioni geologiche più importanti dell’Appennino emiliano-romagnolo.

La spettacolare bastionata gessosa con pareti aggettanti alte, a tratti, oltre un centinaio di metri è da considerare un vero e proprio “monumento geologico” che caratterizza, in modo indelebile, il  basso  Appennino imolese e faentino.

Incastonata tra la più antica Formazione Marnoso-arenacea a sud e la più recente Formazione Argille Azzurre (calanchi) a nord, la Vena del Gesso si estende, per uno sviluppo lineare di circa 25 chilometri tra le Province di Bologna e Ravenna.

L’intera superficie degli affioramenti gessosi non supera i 10 chilometri quadrati.

La sua unicità ha da sempre attirato l’attenzione dell’uomo e, da oltre un secolo, l’ha posta al centro di ricerche, studi e pubblicazioni di carattere geologico, biologico, paleontologico, antropologico, archeologico e, soprattutto, speleologico.

Oggi, l’intera formazione gessosa è posta all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola e si può quindi considerare adeguatamente protetta; fa clamorosamente eccezione la zona di Monte Tondo, ancora interessata dalle attività estrattive.

Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola                        Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna                   Speleo GAM Mezzano-RA