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I calcari a Lucina

Esemplare di "Lucina" rinvenuto nei pressi di Ca' Piantè, nei Gessi di Rontana e Castelnuovo (Brisighella).

Lo stesso esemplare di "Lucina" della foto precedente.

Abisso Garibaldi: dettaglio di un blocco di calcare a Lucina con numerosi esemplari, completi delle due valve, di Phacoides perusinus (foto Gruppo Speleologico Faentino).

 

Tipico affioramento di calcari a Lucina con l’associazione “a grandi lucinidi”, dominata da giganteschi esemplari completi di Lucina hoernea, nei pressi di Angognano (foto M. Sami).

Grande affioramento di calcari a Lucina entro la dolina dell’Abisso Mornig, a pochi metri dall’inghiottitoio principale.

Blocco lavorato di calcare a Lucina utilizzato nella muratura di Ca’ Ronco (foto M. Sami).

Esemplare completo delle due valve del vesicomyide Calyptogena sp.: larghezza 90 mm (foto M. Sami).

Bivalve mitilide di piccole dimensioni dai calcari a Lucina di Ca’ Piantè: larghezza 22 mm (foto M. Sami).

Bathymodiolus s.l., la specie più rappresentativa dell’associazione “a grandi modiolini” nei calcari a Lucina: larghezza massima 105 mm (foto M. Sami).

Tra i gasteropodi fossili dei calcari a Lucina il buccinide Chrysodomus hoernesi risulta quello più comune: altezza 51 mm (foto M. Sami).

Thalassonerita megastoma, uno dei più rappresentativi tra i gasteropodi specializzati dei calcari a Lucina dell’Appennino: altezza 15 mm (foto M. Sami).

cf. Perotrochus, un rarissimo gasteropode pleurotomariide rinvenuto nei calcari a Lucina di Ca’ Piantè: altezza 55 mm.

Singolari aggregati raggiati di aragonite fibrosa possono talora riempire le fessure in alcuni affioramenti di calcari a Lucina: larghezza dell’immagine 110 mm (foto M. Sami).

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